Lillo, cosa faceva prima del successo? Retroscena che in pochi conoscono: “Ai semafori…”

Oggi Lillo è uno dei personaggi più amati del mondo dello spettacolo, ma cosa faceva prima di diventare famoso? Il retroscena inedito.

Dopo la sua partecipazione a ‘Lol – Chi ride è fuori‘ e il suo stratosferico Posaman che ancora oggi rientra tra gli sketch meglio riusciti del programma condotto da Fedez e Frank Matano, Lillo Petrolo è saldamente sulla cresta dell’onda. Va detto però in realtà come il comico romano sia una certezza nel mondo dello spettacolo da diversi anni, anzi decenni. Tuttavia, ha ritrovato linfa vitale proprio grazie allo show targato Amazon e oggi si gode quella che potremmo definire a tutti gli effetti una “seconda giovinezza professionale”.

Cosa faceva Lillo prima del successo
Sapete cosa faceva Lillo prima del successo? – (Foto ANSA) – Ciaotenerife.it

Questo però non è sempre stato così. Come tanti altri personaggi del mondo dello spettacolo, anche per Lillo non è stato sempre tutto, e sin da subito, rose e fiori. Ha dovuto faticare per farsi strada e soprattutto per farsi valere e gli inizi per lui sono stati davvero complicati da gestire. Sembra essere passata una vita da quando Lillo era un giovane ragazzo pieno di sogni e speranze, eppure non ha mai dimenticato tutta la strada fatta per arrivare fino in cima. In pochi, infatti, sanno cosa faceva il comico romano prima del successo.

Lillo prima di Lillo: cosa faceva prima di diventare un comico apprezzato in tutto il Paese Pasquale Petrolo

Lillo, nome d’arte di Pasquale Petrolo, non pensava minimamente un giorno di diventare uno showman così tanto apprezzato e amato dal pubblico. Non tutti sanno però che in realtà da “grande” Lillo avrebbe voluto disegnare fumetti, come ha raccontato in un’intervista rilasciata al ‘Corriere della Sera‘.

Cosa faceva Lillo prima di diventare un comico
Lillo si mise a vendere cinte di tela ai semafori con suo un amico – (Foto ANSA) – Ciaotenerife.it

I miei volevano il pezzo di carta, mi fecero studiare Ragioneria, cinque anni buttati, una sofferenza“, ha raccontato a cuore aperto. “Poi mi iscrissi a una scuola di disegno che mi pagavo vendendo cerotti porta a porta“. La scuola però aveva un certo costo e così per arrotondare Lillo si mise a vendere cinte di tela ai semafori con suo un amico, un modo come un altro per sbarcare il lunario e mantenere vivi i propri sogni.

Le pagavo 250 lire, le mettevo a 500, si guadagnicchiava“, ha ricordato ancora Lillo al Corriere. “Poi collaborai con una ditta che faceva zainetti per bambini, disegnavo orsacchiotti e paperelle. E creavo gli adesivi per Cioè, la rivista per ragazzine: cuoricini, fiorellini, pupazzetti“. Da lì è stato un crescendo di soddisfazioni, fino a quando non ha incontrato Claudio Gregori, il suo amico e collega storico col quale ha fondato il duo Lillo e Greg registrando un successo incredibile.

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